Palazzo Propaganda Fide

Borromini Propaganda Fide immobili di pregio a Roma

Borromini Il palazzo di Propaganda Fide

Molte sono a Roma le quinte che rappresentano il palcoscenico dello scontro tra le azioni architettoniche dei due più grandi attori del Barocco Romano, ma il palazzo seicentesco di Propaganda Fide nasconde una storia particolare, un confronto di stampo goliardico tipico di una certa Romanità.

In questa emblematica architettura Barocca si riconosce il gesto creativo Borrominiano nel movimento della facciata organizzata intorno a potenti paraste che stabilizzano le concavita’ e convessità delle superfici, dove Il cornicione su mensole separa il piano nobile dall’attico. Voluto da Gregorio XV ma realizzato da Urbano VIII tra il 1620 e 1640 la sua morfologia viene modificata in corso d’opera passando tra le mani di Bernini e Borromini.

Disposto in un ampio isolato a forma di trapezio, la costruzione originaria e’ del XVI secolo, poi gradualmente trasformata, con successivi interventi: la realizzazione della facciata su Piazza di Spagna, di Gian Lorenzo Bernini nel 1644, e le facciate sugli altri lati, databili al 1655, realizzate undici anni dopo, dal grande rivale Francesco Borromini.

Il cantiere del palazzo, diretto da Borromini, veniva a cadere proprio di fronte al palazzo abitato da Bernini e dalla sua famiglia.
Borromini, non perse l’occasione per esprimere alla sua maniera ciò che pensava dell’abilità di Bernini quale architetto e scolpì, sulle pietre della facciata del palazzo della Propaganda Fide che guardavano verso la casa di Bernini, due enormi orecchie d’asino.

Bernini, a sua volta non perse l’occasione e, in risposta, scolpì un enorme fallo sul cornicione del suo palazzo, che indicava proprio il cantiere di Bernini. Le cronache dell’epoca riportano che “ambedue le opere” furono “sformate per decenza” dall’autorità pontificia per motivi di ordine pubblico.

Una considerazione può’ essere tratta dal punto di vista architettonico: mentre nella costruzione della facciata su piazza di Spagna il Bernini dovette essere condizionato dalla costruzione preesistente, tanto che l’edificio assunse l’aspetto di un fortilizio, il Borromini potè muoversi con maggior agio, concedendo piena libertà al suo estro inventivo, sia per i movimenti delle murature, sia per le decorazioni.

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