Vendere una casa ricevuta in eredità

La dichiarazione di successione

La dichiarazione di successione è un atto obbligatorio che va fatto entro un anno dalla morte del congiunto. Contiene la lista di tutti i beni lasciati in eredità che vi sia o meno un testamento, nonché quella dei beneficiari (coniuge, figli o altri). Va presentata per via telematica all’Agenzia delle Entrate e serve per pagare specifiche tasse relative alla successione

Imposta ipotecaria e catastale
Se si riceve in eredità un immobile è necessario pagare anche l’imposta ipotecaria e catastale, contestualmente alla dichiarazione di successione. Queste tasse sono pari rispettivamente al 2% e all’1% del valore catastale dell’immobile. In caso di presenza dei requisiti l’erede può beneficiare delle agevolazioni prima casa, con oneri in misura fissa di 200 euro ciascuno.

Voltura Catastale
Entro 30 giorni dalla domanda di successione è necessario presentare quella di voltura catastale, presso gli uffici catastali di competenza. Anche in questo caso è necessario pagare:
• Tributo catastale di 55 euro
• Imposta di bollo pari a 16 euro ogni 4 pagine di domanda

Trascrizione dell’accettazione dell’eredità
Una volta effettuate le pratiche obbligatorie sopra descritte è però necessario svolgerne altre se si vuole vendere l’immobile ereditato, ovvero fare un’accettazione dell’eredità e registrarla con un atto pubblico presso gli uffici competenti entro 10 anni.
La trascrizione è l’unico atto che attesta l’effettiva proprietà dell’immobile qualora si desideri venderlo. Può comunque essere fatta contestualmente al rogito.

Vendita in caso di più eredi

La casa è vendibile solo se tutti sono d’accordo ognuno per la propria quota, seppure di entità diversa. A stabilirlo è l’articolo 1108 del codice civile. Se non c’è questo desiderio comune le strade da percorrere sono diverse e piuttosto complicate e lunghe. La via più “semplice” è quella di vendere la propria quota (sia su questa che sull’intero immobile gli altri eredi hanno un diritto di prelazione). In alternativa si può fare ricorso ad un giudice per ottenere lo “scioglimento della comunione dell’eredità”, prevista dall’articolo 1111 del codice civile, ma in questi casi può essere utile farsi assistere da un legale.

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